Fading Tees: basic T-shirt

Kill Two bird graphic tees

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il nuovo negozio online

Fading Tees nasce dalla necessità di creare grafiche semplici e lineari, per restituire quella libertà di espressione creativa di cui un grafico si alimenta. Le grafiche riprodotte sono frutto della rielaborazione e ricerca di forme espressive provenienti da media differenti. La realizzazione dei capi prodotti sono il frutto della passione per il design e la grafica.
Così inizia un lungo viaggio nella grafica per abbigliamento…

Aggiornamenti quanto prima

Premio Gianni Tabò: lavori selezionati

I lavori selezionati

Dopo circa un mese di attente valutazioni, in data 21 luglio si è svolta, presso i locali di Officine Fotografiche, la riunione conclusiva della Giuria della Terza Edizione del Premio Giovanni Tabò riservato al Portfolio. A seguito della ripetuta visione di 26 Portfolio finalisti ed ampio dibattito sulle diverse considerazioni esposte da ogni membro della Giuria, sono stati prescelti, con la formula ex aequo, per l’assegnazione dei due Premi previsti dal Concorso (che saranno decisi dai Lettori del Premio FotoLeggendo 2011) i seguenti due Portfolio:

“Eri ‘a più bbella de la Tuscolana” di Adele Giorgia Sarno di Roma, con la seguente motivazione: “Un racconto sul dolore e la malattia che raggiunge il cuore e la mente di chi legge senza ricorrere alla crudezza della realtà del referente, esplicitato attraverso la delicatezza della litote poetica e immagini di particolari che esprimono e sottendono il valore del tutto”.

“I miei giochi” di Gabriele Galimberti di Arezzo, con la seguente motivazione: “con un’ottima realizzazione l’autore ha rappresentato l’universo infantile nel mondo facendo emergere, senza ricorrere a concettualità particolarmente profonde, la condizione dell’infanzia di oggi attraverso il rapporto con i giocattoli, e indirettamente con l’ambiente- famiglia- amici”.

I suddetti Portfolio saranno quindi inseriti tra le mostre di FotoLeggendo 2011 e saranno esposti presso l’I.S.A. (Istituto Superiore Antincendi, in Via del Commercio 13A) dal giorno 7 al 22 ottobre 2011.

Ri-Habitat di Alessia Cerqua

Alessia Cerqua Ri-Habitat

IL MARGUTTA RISTORARTE
14/07/11 > 13/09/11 – Roma

Sofferenze, maltrattamenti, abbandono. E il ritorno alla vita. Alessia Cerqua – fotografa romana che collabora attivamente con la LAV (Lega Anti Vivisezione) – offre uno spaccato inedito dell’attività di recupero di animali sequestrati e vittime di sperimentazione. Immagini in bianco nero che attestano il diritto alla vita di scimmie nate e vissute all’interno di laboratori, cavalli maltenuti, tigri sequestrate a strutture circensi e, ancora, rapaci, rettili, cani e gatti. L’incontro con la LAV ha regalato a queste creature la salvezza, una casa sicura e una vita finalmente da vivere.
Di qui la mostra “Ri-Habitat” – curata da Francesca Barbi Marinetti – che offre l’opportunità di conoscere questi animali e le loro storie a lieto fine. Le opere esposte presso Il Margutta RistorArte di Tina e Claudio Vannini a partire dal 15 luglio 2011, saranno battute all’asta il 13 settembre per raccogliere fondi da destinare a progetti di recupero di animali salvati dalla LAV.
Protagonisti, quindi, animali di diverse specie dove giovedì 14 luglio alle ore 18. 30 inaugura la mostra: “Volevo raccontare” – afferma l’artista – “la straordinarietà del ritorno alla vita di creature a cui è stata negata la libertà. I loro sguardi sono in grado di raccontare una vera e propria rinascita dopo esperienze drammatiche e commoventi. ”
“Siamo abituati a vedere immagini di animali” – afferma la curatrice – “che da sempre rappresentano un veicolo mediatico capace di suscitare emozione ed empatia. Le fotografie di Alessia Cerqua raccontano un tratto meno conosciuto, quello del recupero dal disagio di animali sfortunati che hanno incontrato il lato più ostile dell’uomo. Il messaggio è intenso e positivo. Le loro posture invitano chi osserva a riconoscere un percorso di sofferenza affrancato da nuove opportunità di inserimento in contesti protetti. Restano esseri a metà strada tra l’habitat naturale in cui sarebbero dovuti vivere e quello civilizzato che scende a patti con i diversi, a volte contraddittori, istinti della natura dell’uomo. La scelta del bianco nero ne rafforza e interiorizza la forza comunicativa”.
Il destino di grandi felini sequestrati ad un circo, di scimmie originarie delle foreste tropicali ma costrette a vivere in uno stabulario per la vivisezione, animali che purtroppo non possono essere reimmessi in natura, o di cavalli maltrattati, sarebbe stato davvero un’incognita se un’associazione non si fosse presa cura di loro, grazie ai suoi volontari, ai centri di recupero che li hanno accolti e ai tanti sostenitori.
“Si tratta di animali molto diversi tra loro per caratteristiche, esigenze o traumi subiti” – spiega Gianluca Felicetti, Presidente LAV – “le scimmie uistitì, che da pochi mesi abbiamo salvato da un laboratorio, non avevano mai visto un albero: per loro abbiamo costruito un ampio spazio protetto e riscaldato, con piante e tronchi su cui arrampicarsi e giocare; si tratta di un piccolo nucleo famigliare che non abbiamo voluto separare. Al loro arrivo erano diffidenti e spaventate, ma lentamente si sono ambientate nella loro nuova casa, il Giardino Faunistico dell’Abatino (Rieti), e si sono abituate alla figura umana che per lungo tempo ha rappresentato solo abusi e violenze, anche psicologiche”.
Il recupero di animali che hanno alle spalle un passato così difficile, è molto delicato, richiede un impegno individuale, professionalità e sensibilità non comuni. Questa mostra fotografica è il racconto della straordinaria attività svolta per il recupero di animali, storie che portano con sé l’appello al rispetto, a prevenire e perseguire maltrattamenti e abusi.

 

Alessia Cerqua, ha esposto in gallerie e festival internazionali di fotografia e pubblicato su numerosi quotidiani e riviste. Con la LAV ha collaborato alla mostra “Zoo” (2010), dedicata alla forzata cattività, parte di un progetto di lunga durata sul comportamento degli animali.

Informazioni: www. alessiacerqua. it

Premio Gianni Tabò 2011

Premio  G. Tabò 2011 - III edizione

Il Premio, dedicato alla memoria dell’appassionato fotografo e organizzatore di FotoLeggendo Gianni Tabò, è un concorso al miglior portfolio riservato a fotografi che non abbiano superato i 44 anni di età, senza distinzione tra amatori e professionisti.
I partecipanti possono sottoporre a giudizio un solo lavoro, che prende parte ad una preselezione, nel mese di giugno, presso l’associazione culturale Officine Fotografiche. Tra i lavori pervenuti, ad insindacabile giudizio di una giuria composta da collaboratori e docenti di Officine Fotografiche, con un Presidente esterno, ne vengono scelti due che sono esposti all’edizione di FotoLeggendo dell’anno in corso. Il Premio Tabò viene poi attribuito ad uno dei due lavori finalisti dagli esperti incaricati delle letture dei Portfolio. Al vincitore andrà un premio in denaro di 2.000,00 Euro

UNDERGROUND di Riccardo Scibetta

UNDERGROUND di Riccardo Scibetta

Dieci lightbox nel buio della galleria, illuminano l’immagine di un altra Londra dove i clichè dello stile e della storia britannici sono rivisitati da montaggi visivi e ironici. Dalla regina alla guardia inglese dallo skyline vittoriano alla cabina telefonica rossa dalla nebbia al passante middle class incravattato è tutto un gioco di rimandi e sovrapposizioni.

C’è una sola luce in fondo al tunnel. La luce della macchina fotografica. L’unica capace di trafiggere il buio, ridare vita a forme, oggetti e colori. “Underground”, proprio come quando si cammina dentro il tunnel di una metropolitana, è una mostra ambientata nella notte. Dove ogni fotogramma appare all’improvviso, squarciando il nero che ci avvolge. E mostrando l’ambiguità del mondo che ci circonda, un mondo di visioni reali e immaginare, che si alternano, si invertono quando meno ce l’aspettiamo. E’ così che Riccardo Scibetta ci porta a scoprire piani inesplorati. A riflettere su ciò che a prima vista, sfugge all’occhio. A interrogarsi sulla dolorosa dualità del reale. Un’immagine non riflette mai soltanto ciò che mostra, ma lascia scorgere dell’altro dietro di sé e dentro di noi. Scibetta lo fa da dietro un obiettivo: sovrappone pensieri, non chiude staticamente in una scatola predefinita l’esistente, ma in ogni opera, il singolo dettaglio interpreta se stesso e, al contempo, l’insieme dona anima ad una nuova spettacolare visione del presente. La sua tridimensionalità coinvolge e stimola visioni a chiunque si soffermi ad osservare i suoi lampi non distrattamente. L’interpretazione è libera perché è libero il lavoro di Scibetta. Offre suggestioni, chiavi di lettura, illusioni che latenti, si agitano in ogni essere umano. Ma non pretende di fornire gli strumenti per decrittare il mistero. Non è il suo compito. Se lo diventasse, dovrebbe lasciare la macchina fotografica nell’angolo. Scibetta cammina nel dubbio e noi ci lassciamo accompagnare.

Tiziana Faraoni

 

Lazlo Magazine #0

Lazlo magazine #0.

On dwelling + TV slideshow +

“X to X(1) – Audioportrait of Japan”, field recording di Micha Otto

In occasione del lancio romano di Lazlo, 3/3 presenta uno slideshow dei progetti dei fotografi che hanno contribuito a Lazlo #0:

Benjamin Lindenkreuz – Every Day Louder
Taiyo Onorato&Nico Krebs – The Great Unreal
Daniel Shea – Removing Mountains
Giorgio Barrera – Psychologies
Marco Bulgarelli and Maike Pullo – Danubius
Katherine Neubegin – Eastern European and Asian Hotels; Sugar Maple
Filippo Romano – Soleritown; Schisina
Joel Sternfeld – Sweet Earth, Experimental Utopias in America
Alterazioni video – Incompiuto Siciliano
Simon Norfolk – The Supercomputers: ‘I’m sorry Dave I’m afraid I can’t do that’
Edward Burtynsky – Oil
Jules Spinatsch – Temporary Discomfort
Peppe Tortora – Issey Miyake/Seasons
Thomas Birke – Honk Hong-Tokio-Seoul
Dionisio Gonzales – Cartografias para Remoçao

Lazlo Magazine è uno spazio dedicato alla ricerca che passa attraverso l’espressione, una piattaforma dove discutere ed esprimere la propria creatività; idee sostanziose in forme leggere. È un magazine indipendente a uscita più o meno semestrale, che trae ispirazione e i propri contenuti dalla cattedra accademica alla scena musicale dei club, dallo studio dell’artista al laboratorio scientifico, dalla passerella al marciapiede. Uno spazio dove intervistare, guardarsi intorno e dedicarsi alle recensioni. Dove fotografare, suonare e disegnare. Dove scrivere di narrativa e poesia, di fiction e non-fiction. Dove decostruire e demistificare, ricostruire e connettere. Ogni numero è costruito da contributi che provengono dai campi più disparati su un argomento specifico, dove uguale attenzione è riservata alla qualità dei contenuti e al layout. Un’idea concreta e audace dal design spartano e insieme temerario. Il n°0 di Lazlo Magazine è dedicato all’abitare. Traendo forte ispirazione dal saggio di Heidegger “Costruire, Abitare, Pensare”, si muove fra città e campagna, paesaggi reali e virtuali, caos e ordine, alla ricerca di vecchi e nuovi modi per appropriarsi e farsi conquistare da spazio e tempo, dal luogo e dal momento. Creando mappature di costruizioni che reinventino e facciano da ponte fra uomo e ambiente.
Edizione n ° 0  – L’ Abitare
19,9 x 26,7 cm, 148 pagine – colori, lingua Inglese € 15

Lazlo è distribuito da:
Motto distribution, Berlin
3/3, Roma

 

Calcolo Risoluzione Video

Calcolo Risoluzione Video

L’idea diffusa è che la risoluzione dei monitor sia di 72 pixel per pollice, poiché il pixel ha ereditato la stessa dimensione del punto tipografico (equivalente di 1/72 di pollice) quando visualizzato al 100% su di un applicativo grafico.

Per poter calcolare l’effettiva risoluzione del monitor in uso basta un semplice calcolo:

Misura Larghezza Monitor in mm (il monitor del mio macbook da 13″ misura 288 mm) /25.4 (conversione in mm di un pollice) ottenendo un valore X  (11,33)
Sapendo che ho una risoluzione monitor di 1280 (pixel in larghezza) x 800 (pixel in altezza) sul mio portatile otterrò la mia risoluzione effettiva (Y) con la seguente formula:

Y= 1280/X (11,33)= 112 (risoluzione del mio monitor)